DINTORNI

Immersa in un territorio ricco di vestigie di un passato da scoprire e rivivere, Cilenia consente di andare alla scoperta dei pittoreschi borghi vicini, castelli, pievi, rocche fortificate e percorsi naturalistici.La conformazione del territorio e la ricca rete viaria consentono di raggiungere rapidamente sia Viterbo, antica città medioevale (Palazzo dei Papi), che i dintorni ricchi di parchi naturali, dei laghi di Vico e di Bolsena, affascinanti vestigie etrusche (Necropoli di Tarquinia), romane (teatro di Ferento), e rinascimentali (Villa Lante a Bagnaia e Palazzo Farnese a Caprarola, Bomarzo), la valle dei Calanchi. E nelle immediate vicinanze, gli scenari più suggestivi della Tuscia Viterbese- Civita di Bagnoregio 10’- Orvieto, Todi e Baschi 30’- Lago di Bolsena 20’ – Assisi and Spoleto 45’ – Il cuore della Toscana 45’  (Siena, San Gimignano, Val d’Orcia,Sinalunga, Montepulciano, Montalcino, Pienza)- Firenze e Roma circa 1h15’

VITERBO

La città ha antiche origini (si ritiene che Viterbo derivi dal latino Vetus Urbs, cioè Città Vecchia[2]) ed ha un vasto centro storico medioevale – con alcuni quartieri ben conservati – cinto da mura e circondato da quartieri moderni, tranne che ad ovest, dove si estendono zone archeologiche e termali (necropoli di Castel d’Asso, sorgente del Bullicame). Viterbo è storicamente nota come la Città dei Papi: nel XIII secolo fu infatti sede pontificia e per circa 24 anni il Palazzo Papale ospitò o vi furono eletti vari Papi. Papa Alessandro IV decise nel 1257 il trasferimento della Curia Papale nella città a causa del clima ostile presente a Roma; il soggiorno papale durò, salvo brevi interruzioni, fino a quando papa Martino IV, appena eletto (22 febbraio 1281), allontanò definitivamente la corte pontificia da Viterbo.Nel 1962 Viterbo è stata insignita della Medaglia d’argento al Valor Civile per gli innumerevoli caduti ed i gravissimi danni riportati in seguito ai bombardamenti alleati del 1943-44, di cui fu particolarmente pesante quello del 17 gennaio 1944.La città è famosa per il trasporto della Macchina di Santa Rosa, tradizionale e spettacolare manifestazione che si svolge ogni anno la sera del 3 settembre, in onore della Santa patrona: una struttura illuminata, alta 30 metri e del peso di 52 quintali, viene portata a spalla da cento uomini, i Facchini di Santa Rosa, per le vie abbuiate della città. Nel 2013 la Macchina è stata inserita dall’UNESCO tra i Patrimoni immateriali dell’Umanità.

VILLA LANTE, BAGNAIA

Concepita nel periodo di massimo splendore dell’architettura del ‘500, costituisce l’esempio più completo e perfetto dell’idea che è a fondamento del giardino rinascimentale all’italiana. Grande mecenate fu il cardinal Gambara che voleva creare in Bagnaia un luogo di “Delitie”. La progettazione viene comunemente attribuita al Vignola. Tra piante a fogliame sempreverde e pietre caratteristiche elemento protagonista è l’acqua associata ad elementi plastici ed architettonici. Da ammirare in modo particolare le fontane del Diluvio, dei Delfini, della Catena, della Tavola del Cardinale, dei Giganti, dei Lumini, del Quadrato e dei Mori.

PALAZZO DEI PAPI

Il Palazzo dei Papi di Viterbo è, insieme al Duomo, il più importante monumento storico della città. Esso fu eretto nella forma attuale ampliando il palazzo sede della Curia vescovile della città allorché papa Alessandro IV (1254 – 1261, papa dal 1254), a causa dell’ostilità del popolo e della borghesia romana, capitanata dal senatore Brancaleone degli Andalò, trasferì la sede della Curia pontificia nel 1257 a Viterbo. L’ampliamento fu disposto e curato dal Capitano del Popolo Raniero Gatti, appartenente ad un’influente famiglia cittadina. Egli fece costruire tra l’altro, con il consenso di papa Clemente IV, una grande sala per le udienze nota oggi con il nome di “Aula (o Sala) del Conclave” per il fatto di aver ospitato il primo e più lungo conclave della storia, cioè quello del 1268-1271, durato 1006 giorni.

PARCO DEI MOSTRI DI BOMARZO 

(20 minuti da Celleno Km. 15)Il parco dei Mostri di Bomarzo fu ideato dall’architetto Pirro Ligorio (completò San Pietro dopo la morte di Michelangelo) su commissione del Principe Pier Francesco Orsini detto Vicino “sol per sfogare il core” rotto per la morte della moglie Giulia Farnese. Le enormi sculture che lo popolano sono scavate in massi di peperino che sembrano quasi generati dal terreno e rappresentano figure inquietanti, legate al mondo onirico: “facie horrende, elefanti, orsi, orchi et draghi”. Il parco è aperto tutto l’anno. Ufficio informazioni: Tel. 0761- 924029